All'Abruzzo serve un New Deal? Sottanelli:
All'Abruzzo serve un New Deal? Sottanelli: "non bastano i fondi, bisogna fare squadra"

All'Abruzzo serve un “New Deal”, cioè un piano straordinario di interventi pubblici per ripartire? Oppure i fondi ci sono ma manca il lavoro di squadra per investirli al meglio e al più presto? Questo è l'intervento di Giulio Sottanelli, presidente di Abruzzo Civico, pubblicato sabato 23 settembre 2017 sul quotidiano “Il Centro” in risposta al dibattito aperto dal direttore Primo Di Nicola.

 

Gentile Direttore,

condivido con lei l’idea che sia necessario più che mai un piano straordinario, un nuovo corso, per l’Abruzzo: la nostra regione arranca rispetto al quadro congiunturale nazionale nel quale, seppur in modo tenue, iniziano ad arrivare dei segni di ripresa che fanno ben sperare. Questa luce in fondo al tunnel per l’Abruzzo non sembra ancora intravedersi: ce lo hanno testimoniato gli ultimi dati Istat e ce lo ha raccontato anche il rapporto Svimez 2017 che ha collocato la nostra regione tra quelle in maggiore difficoltà nel Mezzogiorno. Questo quadro può essere solo in parte giustificato dalla serie di tragedie e emergenze degli ultimi mesi, situazioni che, oltre ad essere affrontate con coraggio, ora vanno colte come opportunità per ripartire, riprogrammare lo sviluppo del territorio e dell’ambiente, ricostruire le nostre comunità, ridare fiducia alle imprese. 

Per far rialzare la testa al nostro Abruzzo non credo, tuttavia, che basti bussare con più forza alle porte del governo, come lei suggerisce, per chiedere maggiori fondi. La risposta per l’Abruzzo non può arrivare soltanto dagli investimenti pubblici: le risorse, come ci ha ricordato il governatore D’Alfonso, ci sono, ed è stato proprio lui ad elencare su queste colonne le ingenti cifre a disposizione dell’Abruzzo, dal miliardo e mezzo del Masterplan alle centinaia di milioni di euro dei fondi europei. Se i soldi ci sono, dunque, com’è possibile che l’Abruzzo resti al palo? Vede, direttore, io ho sempre creduto fortemente nel gioco di squadra e penso che sia proprio il gioco di squadra a mancare oggi in Abruzzo. Il clima conflittuale e l’immobilismo che si respira nel nostro Consiglio regionale, il più importante organo collegiale e rappresentativo della regione, ne è una sentinella. 

La nostra regione deve tornare a essere una regione corale, plurale, collettiva, deve tornare, insomma, a essere la sinfonia suonata da un’orchestra e non un concerto di poche, singole, voci. E’ chiaro che condividere le scelte e le strategie con tutte le voci del nostro Abruzzo può sembrare più faticoso e può magari mettere in ombra le iniziative dei singoli, ma è necessario che ciò accada affinché tutte le risorse, non solo quelle economiche, possano essere messe a frutto. Ad oggi, ad esempio, l’Abruzzo ha molti fondi europei che potrebbero essere utilizzati per agevolare le imprese, favorire le assunzioni, dare contributi per avviare piccole e grandi iniziative imprenditoriali: perché non c’è un solo bando regionale aperto in queste direzioni che permetta a giovani e meno giovani di avviare un’attività, finanziare la propria crescita professionale, essere assunti in azienda? 

Se i fondi restano chiusi nel cassetto non incontreranno mai il talento dei giovani, i bisogni delle imprese, i bisogni  delle comunità resilienti che lottano contro i terremoti e gli incendi. Lo sport ci insegna che anche il miglior allenatore del mondo è destinato a fallire se non sa motivare e guidare la squadra, se non coinvolge tutti i giocatori rispetto a un obiettivo comune, se non condivide la strategia e la strada per perseguirla. Vince sempre la squadra, non si vince mai da soli. E’ questo il messaggio che voglio lanciare agli abruzzesi raccogliendo il suo appello. Il nuovo corso dell’Abruzzo possiamo costruirlo solo insieme ed è questo che ho cercato di fare in questi quattro anni da deputato mettendo il mio mandato a disposizione delle esigenze e delle necessità di imprese e cittadini, oltre gli steccati delle fazioni politiche. Dopo le calamità naturali e gli scossoni finanziari e bancari che hanno messo a dura prova il nostro sistema produttivo è ora di tornare a lavorare tutti insieme – istituzioni, imprese, associazioni, cittadini - per far tornare l’Abruzzo attraente e produttivo. Nuove opportunità arriveranno dalla Zona Franca del Centro Italia (alla quale le imprese potranno aderire dal 23 ottobre) e dalle Zone economiche speciali, è un passaggio importante che segnerà il nostro futuro, è una partita che va giocata insieme e che la squadra-Abruzzo non può perdere.  

 

On. Giulio Sottanelli

 

Deputato e Presidente di Abruzzo Civico