Festa della Repubblica ed le elezioni amministrative: uno degli appuntamenti più importanti della vita democratica
Festa della Repubblica ed le elezioni amministrative: uno degli appuntamenti più importanti della vita democratica

La Festa della Repubblica anticipa di qualche giorno uno degli appuntamenti più importanti della vita di una nazione: le elezioni amministrative. Deve essere chiaro, il 2 giugno come ad ogni appuntamento con le responsabilità dei cittadini, il richiamo ai valori inossidabili della Costituzione Italiana, all'impegno che ciascuno, nel diverso ruolo di candidato e di elettore, andrà ad assumere nei prossimi giorni e con il quale avrà il potere di incidere sulla vita di questo paese.

Noi di Abruzzo Civico siamo impegno civico non ideologia politica, spirito di servizio non asservimento della politica ad interessi personali, sposiamo idee, proposte e progetti, non poltrone. Anche se alcuni vorrebbero ricondurci ad una corrente del centrosinistra, nel maldestro tentativo di tenerci al guinzaglio, noi siamo l'anima civica e indipendente di una regione che dalla politica e dalle ideologie ha avuto ben poco rispetto a quel che ha pagato e che pretende di meglio.

Vogliamo una rinascita del nostro territorio, non solo perchè colpito da calamità naturali ma soprattutto perchè colpito, negli anni, da alamità politiche, che hanno lasciato degenerare quel movimento positivo d'opinione che era nato e si era sviluppato nel dopoguerra e che aveva portato l'Abruzzo ad essere una delle regioni più belle ed
apprezzate d'Europa. Oggi tutto è scemato, crollato, franato nel delirio e nella vergogna del clientelismo e della corruzione, come purtroppo testimoniano gli scandali e le inchieste che ormai si susseguono con eccessiva frequenza.

Noi vogliamo ripartire dall'art. 3 della Costituzione, che troppi richiamano a sproposito quando devono elencare i loro diritti, le loro pretese o, più spesso, i loro capricci, e che puntualmente dimenticano quando devono invece riflettere sui loro doveri. L'uguaglianza e le pari opportunità che l'art. 3 deve garantire a tutti i cittadini, attraverso la rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale che si frappongono al pieno sviluppo della persona, devono essere garantiti dagli stessi cittadini con l'esempio, l'impegno, la
partecipazione alla vita democratica, il rispetto dei doveri connessi all'appartenenza alla collettività.

Ecco perchè ai candidati dico che devono essere onorati e consapevoli di assumere il più importante impegno civico della loro vita. Vi state proponendo agli elettori come amministratori e questo fa già di Voi persone migliori, perché credete in un sogno, volete cambiare le cose, volete dare un contributo per la crescita di questi territori. Siatene degni e non dimenticate che, una volta eletti, assumerete un impegno di fedeltà alla Repubblica, al pari dei soldati. Sarete chiamati a
svolgere un compito delicato, amministrare la cosa pubblica e le risorse naturali, storiche e artistiche che vi saranno affidate. territori. Sarete punto di riferimento per quanti in Voi faranno affidamento. Sarete testimoni della grandezza di questa Regione e delle Vostre città, delle loro tradizioni, del loro folklore, della loro enogastronomia. Siete e sarete personaggi pubblici, anche se non eletti, per l'impegno profuso e per quello che profonderete nel supportare gli eletti nelle loro azioni. Dovrete dare l'esempio con le
parole e le azioni. Potrà vacillare il vostro pensiero, non dovrà cedere il vostro cuore. Se siete innamorati di questi territori, di questa regione, di questa nazione, dovrete porvi al suo servizio e migliorarla, come hanno fatto quelli che prima di voi hanno combattuto per la sua libertà. Non i corrotti ed i malvagi devono essere all'Italia. L'educazione civica e l'impegno civico possono cambiare le cose in meglio e risollevarci dalle condizioni in cui ci hanno gettato la malafede politica ed il clientelismo becero. Avete la possibilità di cambiare strada, di cambiare le cose. Siate degni della fiducia che i cittadini riporranno in voi, avvicinatevi con spirito di servizio all'attività amministrativa e, anche se non sarete eletti, continuate ad osservare e a far rispettare quelle regole della civile convivenza che faranno di voi cittadini migliori e di questo paese un posto migliore.

Agli elettori, veri protagonisti silenziosi di ogni cambiamento, ricordo che è superfluo protestare tutti i giorni sui social media e nei caffè con gli amici, se poi non si ha il coraggio di cambiare quando è il momento di andare a votare. Siete chiamati alle urne ad esprimere le vostre opinioni, in piena libertà, a scegliere quelli che dovranno gestire  le vostre città e soprattutto le vostre vite e quelle dei vostri cari. Siete chiamati ad un compito che si rinnova periodicamente ma che troppi esercitano con superficialità. Siete chiamati al voto, quel diritto che i nostri nonni hanno dovuto strappare ai potenti a prezzo del loro sangue. Se le cose non  vanno come vorreste, se quelli che hanno governato non hanno soddisfatto le vostre aspettative, se le promesse si sono rivelate vane, é questo il momento di cambiare. Ora, non tra qualche mese, non con le proteste successive, non con le solite recriminazioni inutili. Adesso, nella cabina elettorale, con quella matita, potete far quello che i nostri avi dovettero fare con le spade ed i fucili. Mandare via gli oppressori e gli incapaci e dare il potere a chi vorrebbe un mondo migliore, quel mondo al quale tutti aspirate ma che da tempo, forse per pigrizia, forse per paura, forse per rassegnazione, avete perfino smesso di sognare. Il bene pubblico deve tornare ad essere bene comune, bene collettivo. Ogni cittadino, anche attraverso gli istituti della democrazia partecipata, deve poter esporre le proprie idee sulla gestione del bene pubblico e sulle scelte strategiche che interessano il territorio in cui vive.
Ma per far questo dobbiamo prima essere cittadini migliori, comportarci meglio, essere d'esempio per gli altri. Dobbiamo curare il territorio che ci circonda come se fosse nostro, perché è nostro, è sempre stato nostro, è solo affidato alla politica, così come ogni amministratore è un nostro dipendente, non un sovrano autarchico. Non gli dobbiamo il voto per ricatto morale ma per quello che sa fare e per lo spirito di servizio che deve animare la sua attività. L'impegno quotidiano deve tornare ad essere impegno civico, educazione e responsabilità nei confronti della cosa pubblica e nei confronti degli altri. In una città educata, in un territorio educato, si vive meglio e si sorride. Come i nostri nonni pulivano la strada davanti casa ed avevano cura dei giardini vicini, perchè li sentivano parte della loro vita quotidiana, parte dell'abitare la città ed il territorio, così
noi dobbiamo tornare a prenderci cura delle nostre città, delle nostre colline, della nostra montagna, del nostro mare, di noi stessi e dei nostri vicini che magari non possono permetterselo. Dobbiamo tornare ad occuparci di chi ci è vicino, di chi ne ha bisogno, di chi è ancora troppo giovane, debole, anziano o disabile. Liberiamo le nostre città e le nostre istituzioni dalla devastazione morale e materiale che le ha conquistate e soprattutto da quelli che
hanno permesso che ciò accadesse. Mandiamoli a casa una volta per tutte, affinché lascino spazio a chi è onesto e capace. Adesso, non un'altra volta. Se le cose non Vi piacciono fate oggi qualcosa per cambiarle. Se volete una vita migliore siate oggi, da oggi, cittadini migliori. Abbiate il coraggio di tornare a sognare.

Gianluca Pomante
Consigliere Comunale Città di Teramo
Coord. Regionale Abruzzo Civico